IRPAC - Infrastruttura tecnologica e di ricerca per lo studio del passato umano, la conservazione e gestione del patrimonio culturale.
Responsabile scientifico: prof.ssa Antonella Grazia Guida
In coerenza con il Regolamento (CE) n. 723/2009 del Consiglio del 25 giugno 2009 che prevede allart. 2, lett. a) di poter articolare unInfrastruttura di Ricerca secondo una rete organizzata di risorse, ossia distribuite, l'Infrastruttura di Ricerca, qui proposta e denominata IRPAC, intende condividere e implementare in un sistema articolato su due sedi, definiti Nodi, sia il patrimonio tecnologico già disponibile (impianti, strumenti, risorse e servizi connessi) già utilizzato dalle relative comunità scientifiche per compiere ricerche di alto livello, che quello derivante da nuovi investimenti ben definiti per ciascun Nodo.
Lobiettivo è quello potenziare un'infrastruttura finalizzata a migliorare l'efficacia e la qualità delle ricerche e delle attività di supporto all'archeologia, allanalisi e alla diagnosi delle patologie di degrado di manufatti archeologici, architettonici ed artistici, alla conservazione e restauro di manufatti archeologici, architettonici ed artistici (compresi i beni culturali cartacei), alla valutazione, mitigazione e monitoraggio dei rischi naturali e antropici (geoarcheologia) e infine alla fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale.
In tal modo si:
- amplierà lofferta delle Infrastrutture di Ricerca disponibili sul territorio regionale nellarea di specializzazione Industria Culturale Creativa (ICC) della S3 della Regione Basilicata per contribuire, in modo più efficace, alla produzione di conoscenza scientifica stimolando nel contempo gli stakeholder lucani sullinnovazione tecnologica nel campo delle Digital Humanities;
- migliorerà l'attrattività e la competitività, a livello internazionale, per incidere, di conseguenza, sulle dinamiche di sviluppo regionale, in stretta correlazione con le attività da sviluppare all'interno del Cluster ICC.
Uno dei motivi principali che ha portato a formulare la presente proposta per una nuova Infrastruttura di Ricerca distribuita, va ricercata nella volontà dellUniversità degli Studi della Basilicata e del CNR di garantire, in modo diffuso sul territorio lucano, un ampio supporto e contaminazione su attività tecnico-scientifiche allo stato dellarte in ambiti coerenti con le traiettorie e tecnologie chiave abilitanti della S3 regionale.
Infatti, oltre allaspetto dimensionale dei due Nodi proposti, va considerato il loro coinvolgimento in progetti di ricerca, di rilevanza nazionale ed internazionale e finalizzati anche a perseguire ricerche di frontiera, che rappresentano un sicuro stimolo allinnovazione delle imprese che operano nel campo dell'Industria Culturale Creativa.
In aggiunta lintroduzione di nuovi processi e prodotti, costituisce di fatto un volano per lampliamento delle conoscenze e lindividuazione di nuove offerte formative finalizzate allo sviluppo di nuove professionalità e prospettive occupazionali a medio- lungo termine.
LUniversità degli Studi della Basilicata e il CNR intendono così costituire, attraverso il potenziamento della rete di Laboratori presenti nelle proprie sedi lucane, una grande infrastruttura di ricerca composta dai seguenti due Nodi, tra loro complementari.